Beati quelli che piangono

Beati quelli che piangono

Una telefonata ad ora insolita.“La mamma s’è sentita poco bene; oh, una cosa passeggera!Però, vieni, le farai piacere”. Accorro, ciecamente. Mai, fin ch’io viva, dimenticherò il tuo volto. Quale m’apparve nell’attimo ch’entrai...

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Emilia Villoresi

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“Come le leggi della matematica e della fisica che sono eterne, così il dolore. Teorema che vale qui ed ai confini dell’universo. Il sentire sovrano capace di attraversare, titanico masso erratico che s’incista inamovibile, il tempo della letteratura e la fa classica. Da quando si scavò, laggiù in un qualche angolo di terra dislocata in un qualche luogo, una fossa, e si depose un corpo chiuso a protezione e nutrimento di ventre materno, quella terra indica che laggiù un nostro coetaneo attende in un riposo, definito morte, indicibile. Ed i suoi coetanei, che sono anche nostri, lo onorarono. Il tema del sacro inizia così, anticipando di gran lunga la venuta di ogni religione. Si potrebbe, seguendo questo indirizzo, bussola del sentire umano, dichiarare che il divino, letto come aggettivo, anticipa ogni divinità, che n’è il sostantivo. Le lacrime dunque, vanno e vanno come vanno i torrenti nei fiumi, i mari negli oceani, entro quell’eternità che la materia riflette nella sua vastità confinata che la sola musica dislega all’aperto inteso come l’infinito di tutte le cose finite.“

Emanuele Torreggiani

  • Larghezza 240 mm
  • Altezza 240 mm